di Andrea Francesca Morganti
Ulassai rafforza la propria posizione nel panorama artistico contemporaneo con la seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea, intitolata Il Significato dell’arte. Dal 21 marzo al 7 giugno il piccolo borgo ogliastrino trasforma i suoi musei in un laboratorio diffuso dedicato al confronto tra artisti, curatori e pubblico.
La Biennale si sviluppa tra due luoghi simbolo della cultura locale: la Stazione dell’Arte e il CaMuC – Casa Museo Cannas. In queste sedi prenderà forma un percorso espositivo che coinvolge venti artisti e tre curatori ospiti, con l’obiettivo di indagare il significato dell’opera d’arte nella contemporaneità e il ruolo che essa assume nel dialogo con il territorio.
La direzione artistica è affidata allo storico e critico d’arte Gianni Murtas, autore di numerosi studi dedicati proprio a Maria Lai, affiancato da Marco Peri, storico dell’arte e direttore della Stazione dell’Arte.

Dopo la prima edizione del 2024, la Biennale torna a valorizzare le personalità creative della Sardegna e, allo stesso tempo, ad aprire un dialogo con contesti artistici più ampi, consolidandosi ancora una volta come spazio di sperimentazione e partecipazione culturale nell’isola e non solo.
Ulassai si propone così come un luogo dove le pratiche artistiche continuano a relazionarsi con il paesaggio e le istituzioni culturali del paese, portando avanti l’eredità poetica lasciata dall’artista Maria Lai.
Il progetto curatoriale, infatti, pone al centro la conversazione tra artista, opera e contesto pubblico, un rapporto che contribuisce alla costruzione del significato dell’opera. Più che una semplice rassegna espositiva, la Biennale si configura come un dispositivo condiviso in cui i musei di Ulassai diventano luogo di incontro tra esperienze indipendenti, curatori e artisti attivi nel territorio sardo.
Accanto al programma principale, la manifestazione coinvolge anche altre realtà culturali dell’isola: il Museo Organica, il Parco delle Arti Molineddu e la residenza artistica Nocefresca, chiamate a sviluppare progetti espositivi in dialogo con il contesto di Ulassai.
Tra i progetti presenti, Campo Luminoso. Luci sulla campagna, curato da Francesca Sassu per la residenza Nocefresca, esplora con uno sguardo poetico e visivo la realtà contemporanea delle campagne sarde e delle loro comunità, attraverso le opere di Chiara Cordeschi, Laure Jolissaint, Josef Kováč, Renée Lotenero e Simone Mizzotti.
Orografie, a cura di Giannella Demuro, presenta invece i lavori di quattro giovani artisti — Fabiana Casu, Eleonora Desole, Giuseppe Loi e Davide Mariani — incentrati sul rapporto con il paesaggio, inteso come spazio attivo di riflessione.
Chiude il percorso This Is, curato da Ivo Serafino Fenu per il Parco delle Arti Molineddu, che riunisce dieci artisti organizzati in cinque coppie chiamate a sviluppare un confronto creativo condiviso.
Attraverso installazioni, opere site-specific e momenti di confronto con il pubblico, la Biennale di Ulassai si configura come un ecosistema culturale di ricerca e condivisione, capace di valorizzare la vitalità della scena artistica sarda e di proiettarla in un dialogo sempre più aperto con il panorama nazionale e internazionale dell’arte contemporanea.


