Il Programma regionale FSE+ Sardegna 2021-2027 entra in una nuova fase con una dotazione complessiva confermata di 744 milioni di euro e una programmazione rafforzata su occupazione, formazione, tecnologie strategiche e contrasto alla povertà. È quanto emerso dalla riunione del Comitato di Sorveglianza del Programma, che si è svolta il 2 luglio a Cagliari al T-Hotel, con la partecipazione della Regione, della Commissione europea, del Ministero del Lavoro, delle amministrazioni coinvolte e del partenariato economico e sociale.
La revisione del Programma, approvata nella versione 2.0, mantiene invariato il quadro finanziario complessivo, composto da 520,8 milioni di euro di risorse europee e 223,2 milioni di cofinanziamento nazionale, introducendo però nuove priorità per rispondere alle trasformazioni del mercato del lavoro e alle sfide della transizione digitale ed ecologica.
Tra le principali novità figura la nuova Priorità STEP, dedicata alle tecnologie strategiche, con 52,1 milioni di euro destinati alla formazione, alla riqualificazione professionale, alla ricerca e all’occupazione nei settori dell’intelligenza artificiale, della robotica, delle tecnologie pulite, delle biotecnologie e dei farmaci critici.
«Il Fondo Sociale Europeo Plus rappresenta uno strumento fondamentale per sostenere il lavoro, la formazione e l’inclusione sociale – ha dichiarato l’assessora regionale del Lavoro, Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza sociale, Desirè Alma Manca –. Abbiamo rafforzato le misure rivolte ai giovani, alle donne e alle persone più fragili, investendo anche nelle competenze richieste dalle transizioni digitale ed ecologica».
La maggior parte delle risorse del Programma sarà destinata alle politiche per l’occupazione, con 232,1 milioni di euro, mentre 192,8 milioni saranno indirizzati all’inclusione sociale e alla lotta alla povertà. Altri 134,1 milioni riguarderanno istruzione, formazione e sviluppo delle competenze, mentre 103 milioni saranno dedicati all’occupazione giovanile.
Un capitolo centrale riguarda il Piano Giovani Sardegna 2025-2029, affidato ad ASPAL, che potrà contare su 44,2 milioni di euro. Il programma punta a sostenere gli under 35 attraverso orientamento, formazione linguistica, tirocini, incentivi all’assunzione, mobilità e supporto alla nascita di nuove imprese, con l’obiettivo di contrastare la disoccupazione giovanile e la fuga di competenze dall’Isola.
Ampio spazio anche alle politiche sociali. La Regione ha programmato 135,1 milioni di euro per il periodo 2026-2029 destinati all’accesso ai servizi, all’inclusione e al contrasto della povertà. Tra gli interventi previsti figurano 10 milioni per i servizi dedicati all’infanzia e alla conciliazione tra vita familiare e lavoro, 30 milioni per agevolare la mobilità di studenti e persone con disabilità, e altri 30 milioni per interventi di inclusione abitativa nei contesti di edilizia residenziale pubblica.
Durante il Comitato è stato inoltre fatto il punto sull’avanzamento della spesa, sul raggiungimento degli obiettivi previsti e sui progetti strategici già avviati, tra cui gli interventi per la parità di genere, i dottorati STEM, il sostegno ai migranti e ai rifugiati e le iniziative contro la povertà abitativa.
Un focus specifico è stato dedicato anche alla comunicazione del Programma. Secondo i dati presentati, il 79% dei cittadini sardi riconosce il Fondo Sociale Europeo e il 95% ne considera importante il ruolo per il territorio. La nuova strategia punta ora a rendere più visibili gli effetti concreti degli interventi attraverso campagne, strumenti digitali, testimonianze e racconti delle persone coinvolte.
Con la nuova programmazione il PR FSE+ Sardegna punta quindi a trasformare le risorse europee in opportunità concrete per cittadini, imprese e territori, concentrando gli investimenti su lavoro, giovani, innovazione e inclusione sociale.

