Dopo l’esordio dedicato alla narrativa, al giornalismo e al romanzo storico, oltre 500 le prenotazioni per la serata di oggi con Giulierini, Corongiu, Mieli e Buffa

Narrativa, giornalismo e storia hanno segnato ieri sera, nella Peschiera Mar’e Pontis di Cabras, la prima delle quattro giornate della quinta edizione del Festival Letterario dell’Archeologia, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama.
Condotta da Virginia Saba, la serata ha inaugurato il ciclo di incontri in programma fino al 12 luglio, accompagnando il pubblico attraverso racconti ambientati nella Sardegna del Novecento, scenari internazionali, grandi figure della storia italiana e un confronto sul ruolo della letteratura nella ricostruzione del passato.
Ad aprire l’appuntamento è stato il presidente della Fondazione Mont’e Prama Anthony Muroni, che ha ricordato il percorso compiuto dal Festival in cinque edizioni e il legame ormai consolidato con la Peschiera Mar’e Pontis. «Abbiamo trovato la nostra location definitiva – ha sottolineato – e costruito un programma che supera le aspettative di un Festival ancora giovane». Un cartellone capace di mettere in relazione cronaca, storia, Sardegna, narrativa e saggistica, creando connessioni tra gli incontri e le diverse giornate della manifestazione.
Il direttore artistico Giovanni Follesa ha inoltre presentato la novità della residenza degli scrittori, che vede quattro autrici e autori impegnati nella scoperta del territorio, della sua storia e dei Giganti di Mont’e Prama. Un’esperienza che sarà raccontata al pubblico domenica sera e che potrebbe trasformarsi in futuro in nuove narrazioni dedicate al Sinis.
Dalla Sardegna del 1924 alla Londra della Brexit

Il primo incontro è stato dedicato a Femmenella, il romanzo di Davide Piras, presentato in dialogo con Andrea Fulgheri. Un’opera nata da oltre tre anni di lavoro e ambientata nel 1924, che racconta la storia di due adolescenti dentro una Sardegna attraversata dai pregiudizi, dalle disuguaglianze e dalle tensioni del fascismo.
Lo sguardo si è poi spostato sulla capitale britannica con Marco Varvello e il suo libro Londra, i luoghi del potere. Nel dialogo con Andrea Fulgheri, il giornalista ha ripercorso le trasformazioni del Regno Unito a dieci anni dalla Brexit, evidenziando le conseguenze dell’uscita dal mercato unico europeo sulle università, sui visti di lavoro e sulla vita quotidiana.
Varvello ha anche raccontato il rapporto della monarchia britannica con il paesaggio e con l’Italia, ricordando i viaggi compiuti in incognito da Carlo III, appassionato pittore dilettante, attratto dai colori e dagli scenari del Mediterraneo.
Il romanzo storico tra verità e immaginazione

Uno dei momenti centrali della serata è stato il dialogo “Il romanzo storico dice sempre la verità?”, che ha riunito Gaja Cenciarelli, Vanessa Roggeri e Anthony Muroni, in dialogo con Giovanni Follesa. Il confronto ha approfondito la capacità della narrativa di ricostruire epoche, comunità e vicende collettive partendo dalle fonti, ma anche dalle zone d’ombra lasciate dalla storia ufficiale.
Per Anthony Muroni il romanzo storico rappresenta anche un atto politico, perché consente di rileggere il passato attraverso le vicende delle persone e delle comunità, come dimostrano opere fondamentali della letteratura italiana e sarda. Vanessa Roggeri ha evidenziato come la fantasia dello scrittore non debba distorcere i fatti, ma possa dare vita e concretezza agli spazi rimasti vuoti, permettendo al lettore di entrare nella quotidianità di un’altra epoca. Gaja Cenciarelli ha richiamato l’importanza dello studio e della ricerca documentale, necessari per restituire non soltanto i grandi avvenimenti, ma anche ciò che accadeva nella vita quotidiana delle persone.
Il volto privato di Garibaldi
A chiudere la prima giornata è stato Virman Cusenza con L’altro Garibaldi, presentato in dialogo con Virginia Saba. Attraverso i diari di Caprera, la conversazione ha restituito un’immagine meno conosciuta dell’Eroe dei due mondi: non soltanto protagonista del Risorgimento italiano, ma agricoltore, allevatore, innovatore e uomo profondamente legato alla dimensione privata e familiare dell’isola.
Questa sera oltre 500 prenotazioni
Il Festival prosegue questa sera, venerdì 10 luglio, dalle ore 20, sempre nella Peschiera Mar’e Pontis di Cabras. Sono già oltre 500 le prenotazioni registrate per una giornata dedicata al Mediterraneo, alla lingua e alla cultura sarda, alle conseguenze delle guerre e alla musica di Lucio Dalla.
Ad aprire il programma sarà Paolo Giulierini con Mare Monstrum, in dialogo con l’archeologo Giorgio Murru. Il libro propone un viaggio tra creature fantastiche, miti, migrazioni e rappresentazioni dello straniero nelle civiltà del Mediterraneo antico.
Seguirà Gherras, incontro di e con Giuseppe Corongiu, con la partecipazione di Arrogalla. Parola e sperimentazione sonora si incontreranno in una riflessione sulla lingua, sull’identità e sulla cultura della Sardegna.
L’attualità internazionale sarà al centro dell’incontro con Paolo Mieli, che presenterà Il prezzo della pace. Quando finisce una guerra, in dialogo con Marco Varvello. Un’analisi delle conseguenze politiche, sociali e territoriali che continuano a manifestarsi anche dopo la conclusione formale dei conflitti.
A chiudere la serata sarà lo spettacolo Il futuro è tra mezz’ora. Le ultime 48 ore di Lucio Dalla, con Federico Buffa e Cesare Pomarici, da un’idea di Luca Gnudi. Il reading sarà accompagnato da Alessandro Nidi al pianoforte e Emanuele Nidi alla chitarra e alla voce.
Il programma completo e le modalità di registrazione sono disponibili su monteprama.it


