di Alessandra Mulliri
“Psichiatria e Diritti Umani” racconta attraverso fotografie, documenti e filmati la storia della psichiatria: dalle sue origini alla Germania nazista, dai manicomi italiani alla rivoluzione di Basaglia, fino agli psicofarmaci e al rapporto con l’industria farmaceutica.

La mostra si è svolta alla ex Manifattura Tabacchi di Cagliari, dal 9 all’11 settembre, ed è stata promossa dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU).
Il CCDU fa riferimento al Citizens Commission on Human Rights (CCHR), organizzazione cofondata nel 1969 dalla Church of Scientology e dallo psichiatra Thomas Szasz, con una posizione fortemente critica nei confronti della psichiatria e dei trattamenti coercitivi.
Il percorso ripercorre la storia della psichiatria dal Settecento a oggi. Fotografie, documenti e filmati mostrano l’evoluzione delle pratiche psichiatriche e, in particolare, la realtà degli ex manicomi italiani. Sono immagini che riportano a una storia non lontana, fatta di istituzionalizzazione, isolamento e contenzione. Uno dei capitoli più drammatici riguarda la Germania nazista è l’Aktion T4, il programma di uccisione sistematica di persone con disabilità fisiche e mentali ricoverate negli istituti. Medici e personale sanitario parteciparono alla selezione delle vittime attraverso le cartelle cliniche. Nella prima fase furono uccise oltre 70.000 persone; le uccisioni continuarono anche dopo la sospensione ufficiale del programma nel 1941. Le stime storiche indicano almeno 250.000 persone con disabilità uccise durante il periodo nazista. Tra le altre pratiche raccontate dalla mostra figurano isolamento, contenzione, elettroshock, lobotomia e shock insulinico.
Il percorso arriva quindi alla Legge 180 del 1978, la Legge Basaglia, che avviò il superamento degli ospedali psichiatrici e il passaggio a un modello territoriale di assistenza. Le immagini degli ex manicomi documentano una trasformazione che ha richiesto tempo e che ha lasciato una traccia profonda nella storia sociale italiana.
La parte contemporanea affronta il tema degli psicofarmaci e del rapporto tra psichiatria e industria farmaceutica. Il CCDU ne propone una lettura critica, mentre la letteratura scientifica ha studiato i possibili conflitti di interesse tra industria, ricercatori e medici. Uno studio su 42 sperimentazioni di antipsicotici di seconda generazione rilevò che 33 erano sponsorizzate dall’industria e che nel 90% dei casi il risultato favoriva il farmaco dello sponsor. Un dato che pone una questione di trasparenza e indipendenza della ricerca, senza mettere in discussione in sé l’utilità degli psicofarmaci.
Dalla storia dei manicomi alla psichiatria contemporanea, la mostra riporta al centro un tema di cui si parla ancora troppo poco: la malattia mentale. Il tabù esiste ancora. La sofferenza psichica viene spesso nascosta o vissuta con vergogna, rendendo più difficile parlarne e chiedere aiuto. Anche per questo discutere di salute mentale resta necessario: perché dietro ogni diagnosi c’è una persona.

