Dai campi da calcio alle piste della Formula 1, dal tennis alla pallavolo, fino allo sport paralimpico. A Quartu Sant’Elena e Cagliari, libri e protagonisti si incontrano per esplorare le storie, i valori e le trasformazioni che attraversano il mondo dello sport.
Lo sport non è soltanto competizione, risultato e spettacolo. È anche memoria collettiva, linguaggio culturale, fenomeno economico e strumento educativo. Attorno a questa consapevolezza si sviluppa la quarta edizione di Ideario Sport – Festival del libro sportivo, che dal 15 ottobre al 6 novembre 2026 torna tra Quartu Sant’Elena e Cagliari con cinque serate e dieci incontri dedicati al rapporto tra sport, letteratura e società.
Organizzato da Asi Sardegna in collaborazione con il progetto culturale Ideario, con la direzione artistica del giornalista Fabio Meloni, il Festival conferma una formula che mette il libro al centro del confronto pubblico. Non un semplice contenitore di presentazioni editoriali, ma un’occasione per utilizzare le storie sportive come chiave di lettura del presente, attraversando discipline, generazioni e prospettive differenti.
Il programma si apre il 15 e 16 ottobre nella sala Michelangelo Pira di Quartu Sant’Elena, per proseguire il 22 ottobre e il 5 e 6 novembre negli spazi di Sa Manifattura, a Cagliari. Il percorso attraversa alcuni dei temi più significativi dello sport contemporaneo: il ruolo dei media, le dinamiche del calciomercato, la formazione dei giovani, il rapporto tra talento individuale e lavoro di squadra, fino alle implicazioni economiche dei grandi eventi e al valore inclusivo dello sport paralimpico.
Il calcio occupa un posto importante nel programma, ma viene osservato da angolazioni diverse. Con Giorgio Simonelli, docente di Giornalismo radiotelevisivo all’Università Cattolica di Milano, il pallone diventa materia di racconto e analisi del ruolo dei media nella costruzione dell’immaginario collettivo. Con Carlo Pallavicino, giornalista ed ex procuratore, l’attenzione si sposta invece sul calciomercato, sulle trattative e sui meccanismi che legano passione sportiva e interessi economici. Un altro interrogativo riguarda il futuro del movimento calcistico: Vittorio Sanna e l’ex calciatore Gigi Piras discuteranno della necessità di ripartire dai bambini, dal gioco e dai modelli educativi attraverso cui si formano i nuovi atleti.
La dimensione collettiva dello sport emerge anche nell’incontro dedicato alle vittorie italiane nelle competizioni internazionali, mentre il dialogo tra basket e letteratura propone un accostamento meno convenzionale, capace di mettere in relazione il linguaggio agonistico con quello dei classici. Sono prospettive diverse, accomunate dall’idea che una disciplina sportiva possa essere interpretata anche attraverso le sue relazioni con la cultura e la formazione personale.
Il 22 ottobre, a Cagliari, lo sguardo si allargherà alla Formula 1 con il giornalista Umberto Zapelloni, autore di un volume dedicato alle auto e ai piloti che hanno segnato la storia italiana della categoria. Una storia fatta di competenze tecniche, innovazione e protagonisti, nella quale la dimensione sportiva si intreccia con quella industriale e tecnologica.
Il 5 novembre sarà invece il tennis a offrire una riflessione sul rapporto tra campioni, personaggi e immaginario collettivo, attraverso il libro di Stefano Meloccaro. Nella stessa serata, l’economista Federico Carli e l’amministratore delegato del Cagliari Calcio, Stefano Melis, affronteranno il tema dei grandi eventi sportivi, osservandoli dal punto di vista dei costi, dei ricavi e delle opportunità economiche. Un argomento che riguarda sempre più da vicino le politiche pubbliche, gli investimenti e la capacità dei territori di trasformare lo sport in una risorsa duratura.
La chiusura, il 6 novembre, sarà dedicata a due questioni centrali. La prima riguarda lo sport paralimpico, attraverso il lavoro dello storico Sergio Giuntini e il contributo di Sandrino Porru, atleta e dirigente paralimpico. La seconda coinvolgerà Ferdinando De Giorgi, allenatore della Nazionale italiana maschile di pallavolo, in un confronto sul rapporto tra talento individuale, responsabilità e spirito di squadra. Due prospettive che richiamano, da un lato, il valore dei diritti e dell’accessibilità e, dall’altro, la complessità della leadership e della costruzione di un gruppo.
Il senso del Festival si ritrova proprio nella varietà dei temi affrontati. Le storie dei campioni convivono con quelle di chi lavora dietro le quinte, le imprese agonistiche con le domande sull’educazione, l’inclusione e la sostenibilità economica. Il libro diventa così uno strumento per superare la dimensione immediata del risultato e interrogare ciò che lo sport rappresenta nella vita delle persone e delle comunità.
«Il libro è il centro del Festival, ma soprattutto il punto di partenza», sottolinea il direttore artistico Fabio Meloni, ricordando il percorso avviato nel 2023. Nelle prime quattro edizioni, Ideario Sport ha presentato 32 libri e coinvolto 77 ospiti tra autori, giornalisti, protagonisti dello sport ed esperti. Numeri che testimoniano la crescita di un progetto nato per promuovere la lettura attraverso un linguaggio capace di parlare a pubblici diversi.
In un panorama culturale nel quale lo sport occupa uno spazio crescente, Ideario Sport propone dunque un percorso che va oltre la cronaca agonistica. Perché dietro una vittoria, una sconfitta o una carriera si nascondono questioni che riguardano tutti: il merito, il sacrificio, il rapporto con gli altri, la gestione del successo e del fallimento, la capacità di ricominciare. Raccontare lo sport attraverso i libri significa, in fondo, interrogare la società che lo produce e i valori che sceglie di riconoscere.




