di Alessandra Mulliri
Dall’Excel ai dati integrati: Hedya porta la digitalizzazione nell’assistenza domiciliare con una piattaforma pensata per semplificare la gestione di cooperative ed enti del Terzo Settore.
Meno fogli Excel, meno attività manuali, più controllo. La digitalizzazione dell’assistenza domiciliare sta cambiando il modo in cui cooperative ed enti del Terzo Settore organizzano servizi, operatori, budget e rendicontazioni. Hedya ha sviluppato una piattaforma che porta tutto in un unico ambiente.
Gestire l’assistenza domiciliare significa coordinare ogni giorno persone, operatori, appuntamenti, interventi, turni, budget e rendicontazioni. Quando il numero degli assistiti cresce, aumenta anche la quantità di informazioni da gestire. Il problema, però, non è soltanto avere tanti dati. È riuscire a tenerli insieme. Ancora oggi, in molte organizzazioni, una parte delle informazioni può trovarsi in un foglio Excel, un’altra in un documento, un’altra ancora nelle email o nelle agende. Il risultato? Più tempo speso per cercare informazioni, più possibilità di errore e una visione meno immediata di quello che sta accadendo.
«L’idea è nata ascoltando le cooperative, che gestivano appuntamenti, tariffe e rendicontazioni con fogli Excel e strumenti frammentati: abbiamo voluto riunire tutto in un unico ambiente pensato davvero per l’assistenza domiciliare.»
«Il problema che abbiamo riscontrato più frequentemente è la frammentazione della gestione», spiegano da Hedya. «Le cooperative devono coordinare ogni giorno assistiti, operatori, interventi, orari, servizi, budget e rendicontazioni, ma spesso queste informazioni vengono gestite attraverso strumenti diversi: Excel, documenti, email, agende e software non specifici.»
È da questa esigenza concreta che nasce Assistenza Domiciliare, la piattaforma sviluppata da Hedya per cooperative sociali, enti del Terzo Settore e organizzazioni che erogano servizi a domicilio. Un unico sistema per un lavoro che prima era frammentato
L’idea è semplice: se il lavoro è complesso, lo strumento che lo gestisce deve aiutare a renderlo più semplice.
La piattaforma mette in relazione in un unico ambiente elementi che normalmente vengono gestiti separatamente: l’assistito, l’operatore, il servizio programmato, l’intervento effettuato, il budget e la rendicontazione.
Non si tratta, quindi, soltanto di sostituire la carta o i fogli di calcolo con un software.
«L’obiettivo non era semplicemente creare un altro gestionale», raccontano da Hedya, «ma dare a chi coordina e dirige una cooperativa uno strumento per avere maggiore controllo sull’organizzazione e prendere decisioni sulla base di dati reali e aggiornati.» Programmare gli interventi, assegnare gli operatori, registrare le attività, monitorare i budget e produrre report diventano così parti dello stesso processo.
«Mette insieme in un’unica piattaforma l’intero ciclo del servizio — dall’anagrafica dell’assistito alla timbratura GPS dell’operatore, fino alla rendicontazione delle misure pubbliche come Legge 162, SAD o Buono Servizio.»
Il punto, quindi, non è aggiungere un altro strumento alla lista di quelli già utilizzati. È provare a ridurre il numero degli strumenti necessari.

Il futuro è digitale. Ma il valore resta umano.
L’assistenza domiciliare dovrà gestire sempre più informazioni e rendicontazioni. Per questo avere dati ordinati, aggiornati e facilmente disponibili può diventare un elemento importante per accompagnare la crescita delle organizzazioni.
La tecnologia, però, non è il punto di arrivo.
Il punto è il tempo che permette di recuperare.
Meno tempo per cercare informazioni.
Meno complessità da gestire.
Più controllo sul servizio.
Più tempo da dedicare alle persone.
È questa, in fondo, la promessa più concreta della digitalizzazione: usare la tecnologia per rendere il lavoro più semplice e lasciare alle persone ciò che nessuna piattaforma può sostituire.
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