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Fregnan (Comau Academy) ospite di Opificio Innova a Cagliari: siamo nel pieno della Quarta Rivoluzione Industriale

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“Siamo nel pieno della Quarta Rivoluzione Industriale, per questo, parafrasando una canzone assai nota, possiamo definirci dei ragazzi fortunati”. Sono parole di Ezio Fregnan, direttore di Comau Academy, a Cagliari per l’evento “Insegnare il futuro” organizzato Opificio Innova, di cui proprio Comau partner. L’iniziativa si è svolta negli spazi della Manifattura Tabacchi, il più importante hub dell’innovazione della Sardegna che si candida a essere un polo di attrazione di imprese e nuove competenze a livello nazionale ed europeo.  

Fregnan ha spiegato che cosa sia esattamente Comau Academy: una vera e propria fabbrica dell’apprendimento che offre l’opportunità di sviluppare competenze concrete, al fine di migliorare le performance produttive. Le aree di riferimenti sono la trasformazione digitale, l’automazione industriale, l’automazione della produzione, la gestione del personale, dei progetti, del rischio e i sistemi di robotica. Grazie all’Academy è stato possibile in questi anni creare un ponte di collegamento tra le scuole, le università e la cultura tecnica.

Frutto della collaborazione tra Opificio Innova e Comau, negli spazi della Manifattura Tabacchi di Cagliari è nato un importante learning center un ambiente educativo innovativo dove, grazie al supporto delle nuove tecnologie, è possibile partecipare ad esperienze laboratoriali in cui gli studenti possono utilizzare e.DO robot per migliorare le loro conoscenze in diverse materie. e.Do  è un robot  appositamente progettato e realizzato da COMAU per la didattica e il suo utilizzo permette agli studenti di sviluppare le competenze necessarie a programmarlo, di apprendere le discipline STEM e di potenziare le Soft Skill che costituiscono la base per la loro crescita futura.

L’era della Digital Trasformation, ha ricordato Fregnan, è capace di offrire grandissime opportunità dal punto di vista professionale. La velocità dei cambiamenti imposta dalle nuove tecnologie richiede nuove competenze che solo i processi educativi possono offrire per stare al passo con i tempi. L’Italia negli ultimi anni ha fatto passi importanti riducendo il gap con altri paesi europei in cui lo studio della matematica, della fisica e di altre materie scientifiche ha un peso maggiore rispetto ad altre discipline. 

Ne è consapevole Massimo Temussi, direttore del Centro Regionale di Programmazione, che ha evidenziato come nei concorsi pubblici oggi si presentino molte meno persone che in passato. Questo ha un duplice risvolto: il posto fisso non è più attrattivo per chi ha competenze tecniche e scientifiche, si preferisce scegliere un percorso professionale autonomo che sfrutti al massimo le opportunità derivanti dalle nuove tecnologie.

L’altro aspetto riguarda invece il fatto che in Italia quando si ricercano skill legati all’innovazione tecnologica e alle discipline scientifiche sia il pubblico che il privato fanno fatica a soddisfare determinate richieste. In questo senso, ha sottolineato Temussi, il mercato del lavoro va in sofferenza. Ecco perché l’educazione e la formazione sono centrali in questa fase di trasformazione digitale. Ad ogni modo, ha concluso Temussi, le istituzioni e la parte pubblica devono svolgere il ruolo dei facilitatori dei processi educativi per preparare i giovani all’attuale e al futuro mercato del lavoro.

Carlo Mannoni, direttore generale della Fondazione di Sardegna, ha spiegato quanto sia importante promuovere un hub dell’innovazione come quello della Manifattura Tabacchi di Cagliari sulla strada di quanto hanno già fatto la Fondazione Cariplo a Milano con il Campus e la Fondazione CRT a Torino con le Officine Grandi Riparazioni, il grande complesso industriale di fine Ottocento. Contesti e prospettive diverse che hanno un comun denominatore: trasformare i luoghi della grande operatività operaia e industriale che hanno lasciato una impronta nelle città per diventare spazi aperti moderni e innovativi dove creare competenze, fare innovazione, creare cultura, fabbricare creatività, insegnare materie ad alto contenuto tecnologico e scientifico, dare supporto alle aziende e a professionisti in settori strategici per lo sviluppo del nostro paese.  

La Fondazione di Sardegna, ha sottolineato Mannoni, affronta la sfida del futuro con la consapevolezza che “l’idea della cultura scientifica sia un’idea vincente”. Per questa ragione, ha concluso, “promuoviamo bandi specifici rivolti alle scuole dell’isola per acquisire competenze in materia e settori ad alto apprendimento tecnologico”.

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