Nato in Sardegna nel 2022, il festival letterario porta libri, incontri e attività culturali in diversi territori dell’isola. Al centro, le esperienze LGBTQIA+, il contrasto alle discriminazioni e la libertà di raccontarsi.
Un festival rivolto a tuttə, capace di utilizzare i libri per accendere un faro sulle tematiche LGBTQIA+ e creare occasioni di incontro, conoscenza e confronto. È questa la missione di Rainbook, il festival letterario nato in Sardegna nel 2022 da un’idea di Michele Pipia, fondatore e curatore, e dello scrittore Giovanni Follesa, fondatore e direttore artistico.
Organizzato dall’Associazione culturale Baa Bà, Rainbook nasce dalla volontà di contrastare gli stereotipi di genere e ogni forma di discriminazione legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Nel tempo il progetto ha attraversato numerosi territori dell’isola, coinvolgendo, tra gli altri, Cagliari, Quartu Sant’Elena, Sassari, Assemini, Oristano, Olbia, Macomer, San Vero Milis e Lodè, oltre a entrare nelle scuole con iniziative rivolte alle giovani generazioni. Secondo i dati pubblicati dall’organizzazione, il festival propone oltre trenta appuntamenti letterari all’anno dedicati alle tematiche LGBTQIA+.
La letteratura diventa così uno strumento per portare nello spazio pubblico storie, corpi e identità che spesso hanno trovato poco posto nella narrazione tradizionale. Romanzi, memoir, saggi e graphic novel permettono di affrontare argomenti diversi e interconnessi: il diritto di amare, la costruzione dell’identità, il rapporto con il corpo, l’omofobia e la transfobia, le famiglie, la memoria storica, il desiderio, il lutto e la ricerca di una piena libertà personale.
Le storie e i temi dell’edizione 2026
Il programma 2026 conferma la varietà degli sguardi proposti da Rainbook. Tra le autrici e gli autori presentati dal festival figurano Davide Piras, Nicola Gardini, Barbara D’Acierno, Martina Tammaro, Muriel De Gennaro ed Elisabetta Garieri.
Con Femmenella, Davide Piras ha raccontato l’amore segreto tra Modesto e Andrea nella Sardegna attraversata dal fascismo. Un romanzo storico e queer nel quale la violenza del controllo sociale si contrappone alla tenacia dei sentimenti e al desiderio di libertà. L’incontro si è svolto il 12 marzo al Polo bibliotecario di via Falzarego, a Cagliari, in collaborazione con il festival Éntula.
Il desiderio, la maturità e la possibilità di ricominciare sono invece al centro di Daddy di Nicola Gardini. Attraverso una scrittura ironica e introspettiva, il romanzo esplora l’elaborazione del lutto, le relazioni nate attraverso le applicazioni di incontri, le fragilità personali e le forme contemporanee dell’amore queer. Il libro è stato presentato il 24 luglio al Poetto di Cagliari.
Con Lupo giù per terra, Barbara D’Acierno affronta il tema della diversità attraverso un percorso di formazione ambientato tra la provincia campana e la Roma degli anni Ottanta e Novanta. La protagonista, segnata fin dall’infanzia dalla crudeltà e dal giudizio degli altri, cerca il proprio posto nel mondo mentre sullo sfondo si susseguono trasformazioni sociali e passaggi decisivi della storia italiana, fino al primo Pride nazionale di Roma del 1994. L’incontro si è tenuto il 28 agosto al Fico d’India, sulla spiaggia del Poetto.
La stessa sede ha ospitato il 29 agosto Martina Tammaro con Quando dentro piove, una testimonianza sul lutto, la depressione, la separazione e il difficile percorso verso la rinascita. Attivista impegnata contro omofobia, lesbofobia e transfobia, Tammaro porta nella scrittura l’esperienza maturata anche attraverso il progetto social Le perle degli omofobi, trasformando la vulnerabilità personale in un’occasione collettiva di ascolto.
Il corpo, la percezione di sé e la pressione esercitata dai modelli estetici sono invece i temi di Missing: hai visto questo corpo? di Muriel De Gennaro. Il libro affronta body shaming, grassofobia, dismorfia corporea e influenza dei social network, invitando a riconoscere il corpo come uno spazio personale, complesso e non sottoposto all’approvazione altrui. L’opera è stata presentata il 29 agosto al Poetto.
Il 30 agosto Elisabetta Garieri ha infine presentato A Lesbo con Saffo, un viaggio tra saggio, letteratura e racconto dei luoghi. Il libro rilegge in chiave contemporanea la figura di Saffo e la sua eredità culturale, intrecciando poesia, amore tra donne, immaginario queer, identità europea e vicende dell’isola di Lesbo.
Non soltanto presentazioni di libri
Rainbook non si limita alla formula tradizionale dell’incontro con l’autore. Nel corso delle sue edizioni ha affiancato alle presentazioni momenti di dibattito, attività nelle scuole, letture, laboratori, performance, teatro, comicità e iniziative rivolte anche a bambinə e famiglie.
Questa impostazione permette di coinvolgere pubblici differenti e di affrontare i temi dell’inclusione attraverso linguaggi molteplici. Le storie LGBTQIA+ non vengono proposte come un ambito riservato esclusivamente alla comunità, ma come parte della cultura e dell’esperienza collettiva. Parlare di identità, relazioni, discriminazioni e diritti significa infatti parlare della società nel suo complesso.
L’apertura è anche economica: gli eventi del festival sono a ingresso gratuito, una scelta che rende la partecipazione più accessibile e rafforza la dimensione pubblica del progetto. Rainbook – Contatti e informazioni
Il Premio letterario “Laura Grasso”
Tra le iniziative più significative figura il Premio letterario LGBTQIA+ “Laura Grasso”, giunto nel 2026 alla terza edizione. Il concorso rende omaggio a Laura Grasso, storica attivista della comunità LGBTQIA+ sarda, e intende offrire uno spazio alla creatività e alle diverse forme della letteratura contemporanea.
Il premio rappresenta uno degli strumenti attraverso cui Rainbook non si limita a presentare opere già pubblicate, ma prova a incoraggiare la nascita di nuove narrazioni. La scrittura diventa un mezzo per raccontare la pluralità delle esperienze, superare le rappresentazioni stereotipate e costruire una memoria condivisa. Premio letterario “Laura Grasso” 2026
Una cultura inclusiva e sostenibile
Alla dimensione sociale Rainbook affianca anche un impegno ambientale. Con l’iniziativa “Foresta letteraria”, l’organizzazione si impegna a piantare un albero per ogni libro acquistato dal pubblico durante le presentazioni, con l’obiettivo di contribuire a compensare almeno in parte l’impatto degli spostamenti legati al festival.
Il progetto coinvolge diversi Comuni sardi nella creazione di un sistema diffuso di aree verdi intitolate a figure della cultura e dell’attivismo, tra cui Edda Billi, Oscar Wilde e Virginia Woolf. Anche i materiali promozionali seguono questa attenzione: i segnalibri, per esempio, vengono stampati su carta certificata FSC e con inchiostri ecologici. Rainbook – Foresta letteraria
Il percorso sviluppato dal festival ha ottenuto anche il marchio EFFE – Europe for Festivals, Festivals for Europe, riconoscimento promosso dalla European Festivals Association e attribuito alle manifestazioni che rispettano specifici criteri di qualità, impegno artistico, partecipazione e apertura internazionale. FestivalFinder – Rainbook
Le parole come spazio di libertà
Rainbook parte da una convinzione semplice: le storie possono modificare il modo in cui guardiamo le persone e la realtà che ci circonda. Rendere visibili esperienze a lungo marginalizzate significa offrire strumenti di comprensione, riconoscimento e consapevolezza.
Per questo il festival non parla soltanto a chi si riconosce nella comunità LGBTQIA+. Parla a chi legge, a chi vuole conoscere esperienze diverse dalla propria, alle famiglie, alle scuole e a chi considera la cultura uno strumento essenziale per contrastare l’odio e le discriminazioni.
In un tempo in cui i diritti e la dignità delle persone LGBTQIA+ continuano a essere oggetto di conflitto politico e sociale, Rainbook sceglie di rispondere con i libri, la condivisione e l’incontro. Un faro puntato sulle differenze, perché nessuna storia sia costretta a rimanere nell’ombra.


