Entra nella fase operativa l’Investimento Territoriale Integrato dedicato al Cammino Minerario di Santa Barbara, uno dei principali interventi di sviluppo territoriale rivolti ai territori minerari della Sardegna. Il progetto dispone di una dotazione complessiva di 13.137.711 euro, di cui 8.637.711 euro finanziati con le risorse del PR Sardegna FESR 2021-2027 e la restante parte con fondi regionali.
Con la stipula delle convenzioni e il trasferimento delle prime risorse, l’ITI passa ora dalla programmazione alla realizzazione concreta degli interventi. L’obiettivo è rigenerare il patrimonio storico, ambientale e culturale delle aree minerarie dismesse, trasformando antichi tracciati, beni pubblici inutilizzati e infrastrutture legate alla storia estrattiva dell’Isola in nuovi strumenti di sviluppo locale, turismo sostenibile e coesione territoriale.
«Con questo passaggio, l’ITI del Cammino Minerario di Santa Barbara entra nella fase della realizzazione», dichiara l’assessore regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio, Giuseppe Meloni. «Finanziamo una strategia integrata che si basa su identità, patrimonio culturale, ambiente, mobilità dolce, accoglienza e nuove opportunità per le comunità locali».
Per dimensione finanziaria, estensione territoriale e numero di Comuni coinvolti, l’intervento rappresenta uno dei progetti più rilevanti avviati in Sardegna per la valorizzazione delle aree minerarie. Nato nel Sud-Ovest dell’Isola, il Cammino Minerario di Santa Barbara assume oggi una dimensione regionale grazie all’estensione verso nuovi itinerari: il CMSB Nord Ovest nella Nurra, il CMSB Centro Sud tra Ogliastra, Barbagia di Seulo e Sarcidano, e il CMSB Sud Est nel Sarrabus Gerrei. Complessivamente, il progetto interessa 51 Comuni e una popolazione di oltre 295 mila abitanti.

Negli ultimi anni il Cammino ha registrato una crescita significativa. Tra il 2022 e il 2025 le presenze sono aumentate di oltre il 464%, confermando la capacità dell’itinerario di attrarre camminatori anche nei periodi tradizionalmente meno legati al turismo in Sardegna. Una tendenza confermata anche nei primi mesi del 2026, con un incremento del 30% delle presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La strategia dell’investimento si articola attorno a tre assi principali: infrastrutture, accoglienza e accessibilità. Gli interventi previsti riguardano il miglioramento e la messa in sicurezza di sentieri, ciclovie e ippovie, insieme al recupero delle ferrovie minerarie dismesse, da riconvertire in infrastrutture per la mobilità dolce.
«Questo risultato racconta una trasformazione profonda», ha sottolineato il presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara e sindaco di Iglesias, Mauro Usai. «Il patrimonio minerario, a lungo associato a crisi, abbandono e partenze, oggi si sta rivelando una risorsa viva, capace di generare lavoro stabile e di restituire identità e orgoglio alle comunità locali. Con oltre 13 milioni di euro di investimenti, tre nuovi itinerari che attraversano l’Isola da Nord a Sud e 51 Comuni coinvolti, stiamo dimostrando che l’esperienza costruita nel Sulcis Iglesiente, nell’Arburese e nel Guspinese non è un progetto circoscritto, ma un modello di sviluppo che può parlare a tutta la Sardegna».
Sul fronte dell’ospitalità, il progetto prevede il riuso di immobili pubblici per la realizzazione delle posadas, strutture dedicate all’accoglienza di pellegrini, camminatori ed escursionisti. Sono inoltre previste azioni di efficientamento energetico e la creazione di comunità energetiche a beneficio dei borghi attraversati dal Cammino.
Un’attenzione specifica sarà dedicata anche alla segnaletica, alla sicurezza dei percorsi e all’accessibilità universale, secondo i principi del Design for All, con l’obiettivo di rendere il Cammino fruibile da un pubblico sempre più ampio.
«I territori segnati dalla storia mineraria della Sardegna custodiscono una memoria profonda, ma anche potenzialità importanti per il futuro», ha aggiunto Meloni. «Il nostro compito, come Regione, è accompagnare questa trasformazione: recuperare ciò che rischiava di restare in disuso e farlo diventare un insieme di infrastrutture capaci di produrre sviluppo, coesione e lavoro».
Con l’avvio della fase attuativa, il Cammino Minerario di Santa Barbara si conferma quindi non solo come itinerario culturale e turistico, ma come piattaforma territoriale di rigenerazione, capace di mettere in rete comunità, patrimonio, paesaggio e nuove economie locali.

