di Alessandra Mulliri
ROMA – Dopo più di 25 anni Kandinsky torna a Roma. Dal 15 settembre Palazzo Bonaparte ospiterà oltre settanta opere del maestro russo, in una mostra che ripercorrerà la sua carriera e racconterà anche aspetti meno conosciuti della sua vita.
Dipinti, fotografie, documenti e oggetti personali accompagneranno il visitatore nella storia dell’artista che ha rivoluzionato il modo di intendere il colore e la pittura. Il percorso parte dagli esordi figurativi e dagli anni della formazione a Monaco, per arrivare alla stagione del Blaue Reiter e alla nascita delle prime opere astratte. La mostra racconta come Kandinsky sia arrivato gradualmente a liberare la pittura dalla rappresentazione della realtà, concentrandosi sempre di più su colori, forme e linee.
«Il colore è un mezzo per esercitare un’influenza diretta sull’anima», scriveva Kandinsky. Per l’artista, infatti, la pittura doveva riuscire a trasmettere emozioni anche senza rappresentare persone, paesaggi o oggetti riconoscibili.
Una parte importante della mostra è dedicata a Gabriele Münter. Non solo la compagna di Kandinsky, ma un’artista con un proprio percorso e una propria sensibilità. Le sue opere permettono di conoscere meglio anche il rapporto tra i due e gli anni trascorsi insieme tra viaggi, incontri e lavoro artistico.
Il percorso segue poi Kandinsky nelle diverse fasi della sua carriera, dal Bauhaus agli anni trascorsi a Parigi. Le opere mostrano i cambiamenti del suo stile e il continuo interesse per il rapporto tra colori e forme. Fotografie e documenti aiutano inoltre a ricostruire il periodo storico in cui visse: le guerre, le rivoluzioni e i cambiamenti che attraversarono l’Europa nella prima metà del Novecento.
La mostra di Palazzo Bonaparte propone così un ritratto più completo di Kandinsky, andando oltre l’immagine del semplice «padre dell’astrattismo». Al centro c’è un artista che per tutta la vita ha cercato nuove forme per esprimere emozioni, movimento e musica attraverso la pittura.
Il ritorno a Roma rappresenta quindi l’occasione per riscoprire Kandinsky attraverso le sue opere, ma anche attraverso la sua storia personale e il rapporto con gli artisti che lo hanno accompagnato nel suo percorso.


