Il regista sardo Roberto Pili torna con Lepus Praeda, un nuovo horror psicologico e surreale, dalle sfumature distopiche. Un viaggio nei labirinti della mente umana, dove la paura diventa la più insidiosa delle trappole.
Ambientato in una località imprecisata della Sardegna e interamente in lingua sardo-campidanese, Lepus Praeda racconta un’inquietante storia incentrata sulla paura. Protagonista è un investigatore rapito da un sadico mascherato che, dopo quaranta giorni di prigionia, lo costringe a partecipare a una perversa caccia all’uomo attraverso un misterioso gioco artigianale, elemento centrale della narrazione. La caccia si trasforma così in un viaggio nel labirinto della mente umana, dove ogni paura genera nuovi ostacoli, ogni dubbio apre strade ingannevoli e ogni tentativo di fuga rischia di ricondurre al punto di partenza.
A interpretare il protagonista, nel ruolo della preda, è Francesco Pili, al suo esordio davanti alla macchina da presa, mentre a vestire i panni dell’inquietante e sadico Cacciatore è Giuseppe Pili. Le voci fuori campo sono affidate al noto giornalista sardo Enrico Pilia e ad Edoardo Fois. A completare la squadra, le assistenti di scena Cristina Argiolas ed Elena Pellegrini. A impreziosire il film sono le musiche di Richard Di Via, che contribuiscono ad accrescere la tensione emotiva e a mantenere un’atmosfera carica di inquietudine e suspense; l’artista aveva già collaborato con Roberto Pili in veste di protagonista nel suo precedente “Lontano dal Centro”.
Tra horror, surrealismo e suggestioni distopiche, Lepus Praeda esplora il sottile confine tra minaccia esterna e prigionia interiore, mettendo in scena il paradosso della paura: E se fosse proprio il tentativo di sfuggire alla paura a tenerci prigionieri?


