Dal 1° ottobre al 28 febbraio il Museo Civico Archeologico di Bologna ospita “Elliott Erwitt. L’arte di osservare”, una mostra che propone una rilettura originale dell’opera di Elliott Erwitt, nato a Parigi nel 1928 e scomparso a New York nel 2023, tra i più importanti fotografi del Novecento.
L’esposizione supera la dimensione iconica che ha consacrato la fama internazionale dell’autore per restituirne un ritratto più intimo e personale. Il percorso racconta non soltanto il fotografo capace di trasformare la quotidianità in immagini entrate nella memoria collettiva, ma anche l’uomo dietro l’obiettivo: il padre, il marito, l’amico, il viaggiatore e l’instancabile osservatore della condizione umana.
Curata da Biba Giacchetti, la mostra riunisce circa cento fotografie che attraversano l’intera carriera di Erwitt. Accanto agli scatti più celebri sarà presentato un importante nucleo di immagini provenienti dalla sua collezione privata, molte delle quali mai esposte prima al pubblico.
Il progetto offre una nuova chiave di lettura della sua produzione, mostrando come anche le fotografie più conosciute affondino le proprie radici in episodi e frammenti biografici, per poi oltrepassare la dimensione individuale e assumere un valore universale.
Dal racconto intimo e profondamente personale di Erwitt emerge infatti una fotografia capace di parlare a tutti. Pur nascendo da esperienze private, le sue immagini colgono emozioni, sentimenti e situazioni nei quali ogni persona può riconoscersi. È proprio questa capacità di osservare e raccontare l’umanità a renderle ancora oggi attuali e senza tempo.
Più che una tradizionale retrospettiva cronologica, “Elliott Erwitt. L’arte di osservare” si presenta come un ritratto in movimento, nel quale memoria privata e storia collettiva si intrecciano per restituire tutta la complessità di uno sguardo che ha segnato profondamente la fotografia del Novecento.
La scelta della sede espositiva conferma inoltre la vocazione del Museo Civico Archeologico di Bologna a sviluppare collaborazioni e progetti capaci di mettere in dialogo discipline differenti, dall’archeologia alla fotografia, offrendo al pubblico esposizioni di qualità e di ampio interesse culturale.

