La poesia di Niccolò Fabi ha incontrato ieri sera il pubblico delle grandi occasioni in Pratza de Is Ballus, a San Giovanni di Sinis. Un concerto intenso e coinvolgente, inserito nel cartellone de “I Giganti dell’Arte 2026”, la rassegna promossa dalla Fondazione Mont’e Prama, e realizzato in collaborazione con Dromos Festival.
Attento, partecipe e raccolto nei momenti più intimi, il pubblico ha accompagnato il cantautore romano lungo un viaggio musicale fatto di parole, emozioni e riflessioni. Un dialogo continuo tra il palco e la piazza, scandito da frequenti battimani e da una partecipazione cresciuta brano dopo brano, fino a trasformarsi in un grande canto collettivo.
Ad aprire la serata è stato il cantautore Alberto Bianco, accompagnato sul palco da Roberto “Bob” Angelini. Un’introduzione raffinata e coerente con l’atmosfera del concerto, che ha preparato il pubblico all’arrivo di Niccolò Fabi.
I due musicisti hanno poi affiancato il cantautore romano insieme a Filippo Cornaglia, Cesare Augusto Giorgini e Giulio Cannavale, questi ultimi coinvolti anche nella registrazione del suo più recente album. Con la band, Fabi ha attraversato quasi trent’anni di carriera, alternando i brani più recenti ad alcune delle pagine più amate del suo repertorio.
Il concerto si è aperto con La promessa, seguito da Non vale più, Amori con le ali, Nel blu e Mimosa. La scaletta ha quindi lasciato spazio a canzoni come Una somma di piccole cose, Casa di Gemma, L’amore capita, Nessuna battaglia, Attesa inaspettata e Solo un uomo.
Particolarmente intensi i momenti nei quali Fabi è rimasto solo sul palco per interpretare Al cuore gentile, Milioni di giorni e Parti di me, restituendo alla piazza la dimensione più essenziale e intima della sua scrittura.

Nella seconda parte, con Io sono l’altro, Oriente, Scotta, Vince chi molla e Una mano sugli occhi, il concerto ha assunto un ritmo sempre più corale. Su Costruire, una delle canzoni più amate del cantautore, le voci del pubblico si sono unite a quella dell’artista per quasi tutta la durata del brano. Con Una buona idea la platea si è invece alzata in piedi, trasformando Pratza de Is Ballus in uno spazio di musica e danza.
Fabi non ha rinunciato all’ironia, scherzando più volte sulla serata particolarmente umida e invitando il pubblico ad «andare a ritmo di ventaglio». Un clima caldo, in tutti i sensi, che non ha scalfito l’attenzione degli spettatori e ha contribuito a rendere ancora più spontaneo il dialogo con l’artista.
Il finale è stato affidato a Lontano da me e Lasciarsi un giorno a Roma, al termine di un’esibizione capace di tenere insieme profondità e leggerezza, dimensione individuale e partecipazione collettiva. Una serata che ha confermato la capacità de “I Giganti dell’Arte” di creare occasioni di incontro tra i grandi protagonisti della scena musicale italiana e internazionale, il pubblico e il territorio di Cabras.
