di Andrea Francesca Morganti
Il palco del teatro Adriano di Cagliari accoglie un nuovo percorso culturale che racconta ciò che conserva il cibo: memoria, territorio, identità. È da questa prospettiva che nasce “Voci della Terra”, il ciclo di otto appuntamenti firmato dalla compagnia Figli d’Arte Medan di Gianluca Medas, in programma dal 9 aprile all’11 giugno.
Tra narrazione, musica, cucina e degustazione, la rassegna si costruisce attorno ad alcuni prodotti simbolo della tradizione agroalimentare sarda e li racconta come un archivio vivente di saperi, pratiche e storie collettive.
Ogni incontro sarà dedicato a un prodotto diverso e ne ricostruirà il valore culturale, prima ancora che gastronomico. Sul palco, Gianluca Medas accompagnerà il pubblico nel racconto, affiancato da cuochi e cuoche locali, mentre la parte musicale sarà curata da Nicola Agus. Le degustazioni finali saranno invece affidate a Mesa Noa Food Coop Cagliari.
Al centro della rassegna ci sono i prodotti agroalimentari tradizionali, riconosciuti non solo per le loro caratteristiche, ma anche per il patrimonio di conoscenze tramandate che custodiscono. In questo senso, “Voci della Terra” diventa anche un gesto di tutela: porta in scena alimenti che raccontano la Sardegna attraverso il lavoro, la lingua, la memoria e i paesaggi delle comunità che li hanno conservati nel tempo. Il progetto mira a valorizzare il patrimonio culinario dell’isola superando lo stereotipo di semplice attrazione turistica.
Il primo appuntamento, in programma giovedì 9 aprile alle 20.30, sarà dedicato ai Ceci di Musei, o Cixiri di Musei, certificati come biodiversità della Sardegna da Laore e Agris. Una varietà che porta con sé una vicenda singolare: negli anni Trenta fu portata via da un ricercatore russo ed è stata recuperata solo di recente.
Seguiranno gli incontri dedicati a lenticchie nere di Calasetta, fagiolo di Terraseo, ciliegia di Barracocca di Villacidro, mais bianco di Fluminimaggiore, cipolla di San Giovanni Suergiu, facussa di Carloforte e prodotti caseari della pecora nera di Arbus.
Più che una rassegna sul cibo, “Voci della Terra” si presenta così come un invito ad ascoltare quello che i prodotti della tradizione sanno ancora raccontare.



