“Cagliari 1943. Memorie di uno sfollamento” è un lavoro che riporta al centro le voci e i ricordi di chi ha vissuto sulla propria pelle le ferite dei bombardamenti e la difficile esperienza dello sfollamento. Attraverso testimonianze, racconti familiari e materiali d’archivio, il documentario ricostruisce una pagina dolorosa ma fondamentale della storia cagliaritana, restituendo dignità a memorie spesso custodite nel silenzio delle case e delle generazioni più anziane.
Attraverso interviste e filmati d’archivio, il documentario racconta l’esperienza dei bombardamenti del 1943 e il dramma dello sfollamento.
In quell’anno Cagliari fu colpita da pesanti bombardamenti anglo-americani: migliaia di persone persero la vita, i danni furono incalcolabili e la città venne profondamente segnata. In poche settimane quasi centomila cagliaritani furono costretti ad abbandonare le proprie case e a rifugiarsi, spesso in modo disordinato e improvvisato, nei paesi dell’entroterra sardo.
Dalle testimonianze emerge un racconto profondo e intimo fatto di paura, smarrimento e dolore: persone in lacrime, famiglie separate, case lasciate in fretta, il ricorso al baratto per sopravvivere. Molti ricordano quei giorni come l’inizio di un’apocalisse, un tempo in cui tutto ciò che era familiare veniva improvvisamente stravolto.
“Cagliari 1943. Memorie di uno sfollamento” è un documentario breve ma intenso, capace di far riflettere su una storia vissuta con sofferenza da migliaia di cagliaritani. Una storia che non appartiene solo al passato, ma che continua a parlare al presente.
Il valore del lavoro svolto dagli autori Giampaolo Salice e Stefano Sernagiotto è stato riconosciuto anche attraverso diversi premi e riconoscimenti. Il documentario è stato inoltre scelto per chiudere la XX edizione del Festival Letterario & Solidale San Bartolomeo, con una serata speciale dedicata alla memoria e alla condivisione. L’ultima sessione del festival è stata affidata proprio alla proiezione del film, seguita dalla consegna di un premio ai due autori, come riconoscimento per il loro impegno nella ricerca storica e nella narrazione
Il premio ha voluto sottolineare la capacità del documentario di trasformare la storia di Cagliari del 1943 in un racconto coinvolgente, emotivo e accessibile a tutti, restituendo dignità a ricordi che rischiavano di andare perduti e contribuendo alla costruzione di una memoria condivisa e consapevole.
« Spero che il film – evidenzia Giampaolo Salice – porti a riflettere circa il fatto che la guerra, le distruzioni, i bombardamenti, l’esilio, l’abbandono della propria città e della casa, sono storie solo apparentemente lontane dal nostro quotidiano. Sono vicende solo apparentemente legate a territori e a popoli geograficamente distanti o percepiti come tali. Basta guardare alla storia della propria famiglia, alla storia della propria città o del proprio paese, che sono relativamente recenti, per rendersi conto che questi traumi sono elementi costitutivi della storia personale familiare di tantissimi sardi, italiani ed europei. Bisognerebbe guardare con occhi di familiarità, per quanto possibile, a ciò che succede nel presente, in quanto esso è molto simile a ciò che è successo nel recente passato a noi stessi.»
Il documentario diventa così uno strumento per leggere il presente alla luce del passato, intrecciando cultura, impegno civile e attenzione alle fragilità. La memoria dello sfollamento, della sofferenza, della guerra si lega ai temi della solidarietà, dell’accoglienza e della riflessione su ciò che accade oggi nel mondo. Un invito a guardare con maggiore consapevolezza e umanità ciò che accade attorno a noi, riconoscendo in esso qualcosa che in tanti hanno già vissuto e di conseguenza la storia come sempre ha il compito di insegnare qualcosa.
(Alessandra Mulliri)


















