di Alessandra Mulliri
Moda come specchio della società, eleganza come respiro che attraversa le epoche, Italia come palcoscenico diffuso di creatività. Nell’incontro con Rocco Barocco emerge un racconto che tiene insieme memoria e futuro, artigianato e social, Capri e Milano, Napoli e l’intelligenza artificiale. Un dialogo che parla di stile, ma soprattutto di sguardo sul mondo.
Negli anni ’80 il corpo era protagonista assoluto: scolpito, esibito, celebrato. Oggi, secondo Rocco Barocco, il rapporto con il corpo è cambiato profondamente. «È cambiata la relazione con il corpo che negli anni ’80 era celebrato in modo scultoreo, mentre oggi tende a essere raccontato con più fluidità, libertà». Non è solo una questione di silhouette o di tagli: è uno spostamento culturale.
Eppure, qualcosa resta immutato: «Ciò che non cambia, però, è il desiderio di bellezza che fa sentire unici. Vede, la moda, in fondo, è sempre stata lo specchio della società, e oggi siamo di fronte a un cambiamento che riguarda valori, priorità ed esigenze individuali. Anche in un mondo che cambia rapidamente, con l’intelligenza artificiale che avanza a grandi passi, sono convinto che il futuro resti nelle nostre mani. L’eleganza autentica non teme le epoche: evolve, ma non scompare».
Qui sta il cuore del suo pensiero: la tecnologia corre, gli algoritmi si perfezionano, ma il gesto di scegliere un abito resta profondamente umano. L’eleganza, quella vera, è una forma di consapevolezza.
L’inizio di una collezione: un colore, un ricordo, un imprevisto
Non esiste una formula unica da cui partire, quando si immagina una nuova collezione. Per Rocco Barocco l’ispirazione è un territorio irregolare, fatto di associazioni, memorie, sensazioni. «L’ispirazione non arriva mai in modo lineare», spiega.
«A volte è un tessuto che, tra le dita, suggerisce un movimento; altre volte è un ricordo—un profumo, il ritmo della città di Napoli, la luce dorata di una sera romana.» Il processo creativo è al tempo stesso istintivo, un’intuizione che diventa progetto.
«Ci sono momenti in cui tutto nasce da un colore, da una musica o perfino da un imprevisto. L’inizio creativo è un’intuizione che poi la mano, l’occhio e l’esperienza trasformano in collezione. Cerco sempre di creare capi e accessori sofisticati ma pratici, pensati per uno stile di vita contemporaneo e per rispettare le regole di un mercato che richiede sempre più funzionalità senza rinunciare allo stile».
La moda nell’epoca dei social: tra amplificazione e rischio di superficialità
Oggi la moda vive anche – e spesso soprattutto – nello schermo di uno smartphone. Scroll veloci, immagini infinite, collezioni che si consumano nello spazio di un trend. «I social hanno amplificato la moda, rendendola un linguaggio immediato, globale e ininterrotto», dice Barocco. «Hanno portato vantaggi straordinari: la democratizzazione dell’immagine, la possibilità di dialogare con pubblici giovani e lontani, la velocità nel raccontare ciò che si crea».
Ma ogni opportunità porta con sé una responsabilità. Se tutto è visibile, tutto rischia anche di essere consumato troppo in fretta: «La sfida di oggi è proprio questa: usare la potenza dei social senza perdere la profondità del mestiere».
Dietro una foto perfetta, ci sono tessuti, prove, correzioni, mani che cuciono, occhi che controllano, anni di esperienza. Una profondità che non deve essere sacrificata a favore del puro effetto immediato.
Tre parole per uno stile inconfondibile
Lo stile di Rocco Barocco è riconoscibile a colpo d’occhio. Domandargli di sintetizzarlo in tre parole significa chiedergli di racchiudere una carriera in una formula essenziale. La risposta arriva chiara: «Teatralità, sensualità, identità».
Teatralità, perché «la moda è uno spettacolo di sé, un gesto che esalta la presenza». Sensualità, «nel senso più elegante del termine: un modo di abitare il proprio corpo con consapevolezza». E infine identità, forse il termine più importante: «ogni capo deve raccontare chi lo indossa, non nasconderlo».

Ai giovani stilisti: non siate virali, siate veri
Non può mancare una domanda sul futuro, che passa anche dagli occhi – e dalle mani – dei giovani stilisti che oggi studiano moda e sognano di diventare protagonisti del settore. «Oggi lo scenario è complesso, competitivo, in continuo movimento», riconosce. Il consiglio però non riguarda le strategie di marketing, ma l’atteggiamento interiore:
«A un giovane stilista direi: trova la tua voce, il tuo linguaggio unico, ma non perdere mai di vista chi stai vestendo. E soprattutto: non lasciarti distrarre da quello che fanno gli altri. E soprattutto direi: non cercate di essere “virali”, cercate di essere veri. La moda effimera passa, la visione resta». «Ciò che fa davvero la differenza è la coerenza con sé stessi. Ci vuole pazienza, costanza, passione autentica. Ma se ami profondamente questo mestiere, allora ogni sacrificio sarà parte del viaggio».
Un richiamo forte a un’idea di moda come progetto di vita, non come scorciatoia verso la notorietà.
Italia, isole e periferie: un laboratorio a cielo aperto
Moda e Italia: un binomio che per Rocco Barocco non è uno slogan, ma una verità quotidiana. Il nostro Paese è un mosaico di città e territori che, insieme, costruiscono un immaginario unico. «Il nostro Paese è un laboratorio a cielo aperto di culture e visioni. Napoli con la sua teatralità naturale, Roma con la sua monumentalità, Milano con la sua contemporaneità operosa. Ma sono anche i territori più periferici a custodire l’anima della moda: i laboratori, gli artigiani, i saperi tramandati».
Il racconto si fa personale quando cita le sue radici: «Io sono cresciuto tra Capri e Ischia, due isole che non offrono solo paesaggi, ma un’idea precisa di bellezza. Lì ho capito che l’eleganza non è una costruzione, ma un respiro: qualcosa che si assorbe vivendo, non studiando».
Questa pluralità di luoghi – «città iconiche, province silenziose, isole che raccontano un altro tempo» – è, secondo lui, ciò che dà alla moda italiana la sua identità più autentica. Non è solo heritage: è materia viva per il futuro.
Ed è proprio da qui che, ancora una volta, riparte il domani: da un Paese che continua a ispirare, da una moda che non smette di raccontare chi siamo e chi vogliamo diventare.















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