Di Alessandra Mulliri
Dopo “Il vuoto dentro”, la rassegna prosegue con cinque appuntamenti fino al 14 novembre
A Quartu Sant’Elena il teatro continua a raccontare il presente. La rassegna “Teatro e Contemporaneo 2026”, ospitata negli spazi del Micro Teatro Origamundi, prosegue fino al 14 novembre con cinque appuntamenti dedicati a identità, memoria, infanzia, condizione femminile e desiderio di cambiamento.
Il 3 ottobre è andato in scena “Il vuoto dentro”, scritto e interpretato da Giovanni Trudu e diretto da Ivano Cugia. Al centro dello spettacolo c’era Diva la Vamp, una drag queen attraverso la quale il teatro ha affrontato i temi della trasformazione, dell’identità e della cultura queer. La scena ha raccontato non soltanto un personaggio, ma anche il bisogno di costruire la propria identità nel confronto con lo sguardo degli altri.
La rassegna proseguirà dal 15 al 22 ottobre con “Sapori dell’anima”, una commedia musicale rivolta a bambini, famiglie e giovani. I cinque sensi saranno la chiave per entrare nel mondo delle emozioni, dei ricordi e delle relazioni. Il cibo, elemento quotidiano e universale, diventerà materia teatrale e occasione per parlare di ascolto, collaborazione e rispetto delle differenze.
Il 24 ottobre sarà la volta di “La bicicletta di legno”, tratto dal libro di Anna Rita Angioni. È una storia che affonda nella memoria e nella Sardegna del passato: infanzia, difficoltà economiche e capacità di inventare si incontrano nella figura di una bicicletta costruita con il legno. Un oggetto semplice che diventa simbolo di libertà e della possibilità di trasformare la scarsità in creatività.
Il 31 ottobre il programma proporrà “Le Topastre”, produzione di Abaco Teatro. Lo spettacolo dà voce a una serie di figure femminili marginali e fuori dagli schemi. L’ironia si intreccia a una riflessione sulla libertà e sul desiderio di riscatto, mentre la lingua sarda entra in scena insieme a musiche, suoni e immagini, rafforzando il legame con il territorio.
Il 7 novembre arriverà “Amore e rivolte”, spettacolo di teatro-canzone scritto e interpretato da Claudia Ottavia Giua. Musica e parola racconteranno una donna alle prese con il lavoro, la burocrazia, le aspettative e i propri desideri. L’amore si intreccia così con le piccole rivolte quotidiane, quelle che nascono dal bisogno di non rinunciare a se stessi.
La rassegna si chiuderà il 14 novembre con “Onora il Padel”, scritto e interpretato da Filippo Salaris. Il protagonista, Mario Rossi, è un uomo di 46 anni immerso in una quotidianità ordinaria. L’incontro con il padel rompe quella routine e diventa l’occasione per interrogarsi sulle scelte compiute, sui fallimenti e sulla possibilità di ricominciare.
Cinque spettacoli molto diversi tra loro, uniti dalla volontà di raccontare il contemporaneo senza cercare un unico linguaggio. Identità, memoria, relazioni, fragilità e desiderio di cambiamento passano dalla scena e diventano storie condivise. È anche un modo per raccontare la Sardegna non come un’immagine immobile del passato, ma come un territorio attraversato da nuove domande, nuove sensibilità e nuovi linguaggi.



