di Alessandra Mulliri
Ci sono artisti che rimangono attuali nonostante il passare del tempo e Andrea Pazienza è uno di loro.
“Non sempre si muore” è il titolo della mostra al MAXXI di Roma dedica al grande fumettista e disegnatore, con la più ampia esposizione mai realizzata sulla sua opera. Un percorso che non racconta soltanto una carriera straordinaria, ma restituisce il ritratto di un autore capace di trasformare il fumetto in arte, poesia e racconto del proprio tempo.
“Non sempre si muore” è una frase pronunciata da Pazienza durante un’intervista al giornalista britannico Clive Griffiths nel 1988, pochi mesi prima della sua scomparsa, e quelle parole oggi assumono un significato ancora più profondo perché Andrea Pazienza continua a vivere nelle sue tavole, nei suoi personaggi, nelle immagini che ancora emozionano e interrogano il pubblico.

La mostra segue un percorso cronologico, dagli anni della sua formazione alle ultime opere; il visitatore attraversa stanze che alternano fumetti, grandi illustrazioni, schizzi preparatori, lettere private, poesie, fotografie, filmati Super 8 e materiali d’archivio.
Ogni ambiente racconta una fase della sua ricerca, ogni parete restituisce un frammento della sua immaginazione. Nei lavori di Pazienza il testo non accompagna semplicemente le immagini, le amplifica. Bozzetti, appunti, racconti e tavole dimostrano come ogni tratto nascesse insieme alla parola, in un continuo equilibrio tra narrazione e invenzione grafica.
Passeggiando tra le sale si incontrano i protagonisti più celebri della sua produzione: Pentothal, fragile e visionario; Zanardi, cinico e spietato; infine Pompeo, forse il personaggio più intimo, nel quale autore e creatura finiscono per confondersi fino a diventare una sola voce.
Tra le opere più spettacolari spicca il monumentale murale realizzato dal vivo da Pazienza nel 1987 durante la Fiera del Fumetto di Napoli, 8 metri di lunghezza per oltre 2 di altezza. Una scena popolata da guerrieri, animali e richiami all’antichità classica, recuperata dagli archivi ed esposta per la prima volta all’interno del percorso.
Le opere di Pazienza sembrano ancora rivolgersi al nostro presente. Raccontano inquietudini, sogni, ironia, politica, fragilità e desiderio di libertà. Ogni tavola diventa una finestra aperta su un tempo che continua a muoversi.
Un’occasione per riscoprire il fumetto come linguaggio artistico, la forza del segno come forma di pensiero e la capacità di Andrea Pazienza di attraversare le generazioni senza perdere intensità.


