Arriva in Sardegna Maria Maddalena o della Salvezza, lo spettacolo interpretato e diretto da Lina Sastri, inserito nella programmazione del CEDAC. Il monologo prende forma da una rilettura intensa e contemporanea del personaggio evangelico, ispirata al testo Fuochi di Marguerite Yourcenar, opera riconosciuta dalla critica come una delle più significative riflessioni letterarie sulla passione e sulla condizione umana nel Novecento.
Secondo quanto emerge anche da fonti accademiche e critiche letterarie — tra cui studi pubblicati da istituzioni come la Bibliothèque nationale de France e analisi universitarie sul corpus yourcenariano — Fuochi rappresenta una raccolta di prose liriche in cui figure storiche e mitologiche vengono reinterpretate in chiave psicologica e simbolica, spesso mettendo al centro il conflitto tra desiderio e trascendenza.
In scena, la Maddalena proposta da Sastri si muove tra diverse identità: discepola, peccatrice, testimone della crocifissione e figura legata alla resurrezione. Una sovrapposizione di piani narrativi che riflette anche le molteplici interpretazioni del personaggio nella tradizione cristiana. Studi storici e teologici — come quelli pubblicati dalla Pontificia Università Gregoriana — sottolineano infatti come Maria di Magdala sia stata oggetto di letture differenti nel corso dei secoli, passando da figura di peccatrice a simbolo di fede e testimone privilegiata della resurrezione.
L’interpretazione di Sastri insiste su una dimensione umana e terrena: una donna attraversata da una passione assoluta, che si confronta con un amore non esclusivo e con il mistero della morte di Cristo. Il risultato è un racconto intimo, quasi confessionale, costruito attraverso una lingua densa e teatrale.
La messa in scena è accompagnata da un impianto musicale essenziale, con richiami a sonorità ebraiche e inserti tratti da La Buona Novella di Fabrizio De André, album del 1970 che rielabora i Vangeli apocrifi e che, secondo numerosi studi musicali e culturali, rappresenta uno dei più importanti esempi di narrazione religiosa nella canzone d’autore italiana.
Accanto all’attrice, sul palco, Claudio Romano alla chitarra e Gianluca Mirra alle percussioni contribuiscono a costruire un’atmosfera evocativa che accompagna i passaggi chiave del monologo.
Lo spettacolo debutta il 22 luglio al Nuraghe Albucciu di Arzachena, per poi proseguire il 23 luglio a Lo Quarter di Alghero nell’ambito di Alghero Estate 2026 e il 24 luglio nell’area archeologica di Nora, a Pula, all’interno del Festival La Notte dei Poeti.
Con una carriera segnata da riconoscimenti come il Premio Ubu e tre David di Donatello, Lina Sastri torna così al teatro, luogo che lei stessa definisce come spazio privilegiato di libertà espressiva, confermando un percorso artistico che intreccia tradizione, ricerca e rilettura dei classici.


