A Roma si apre un nuovo, importante capitolo dedicato all’opera di Andrea Pazienza, tra i più innovativi e influenti artisti del fumetto contemporaneo. Al MAXXI arriva infatti la mostra Non sempre si muore, secondo atto di un progetto espositivo che ripercorre la vita e la produzione del disegnatore marchigiano a settant’anni dalla sua nascita.
Dopo la prima tappa a L’Aquila, incentrata sugli anni della formazione, questa nuova esposizione amplia lo sguardo sull’intero percorso creativo di Pazienza, restituendo la complessità di un autore capace di mescolare arte, letteratura e cultura pop con uno stile unico e riconoscibile. Il titolo della mostra nasce da un’intervista rilasciata nel 1988, poco prima della sua morte, e suona oggi come una riflessione potente su una vita intensa e fuori dagli schemi.
Il percorso espositivo, visitabile dal 24 aprile al 27 settembre, si sviluppa attraverso centinaia di opere tra tavole originali, fumetti, disegni e materiali d’archivio. Il visitatore è accompagnato in un viaggio che attraversa tutte le fasi della carriera dell’artista, dai primi lavori fino alle opere più mature, in un allestimento organizzato per temi, colori e suggestioni visive.
Ampio spazio è dedicato ai personaggi più iconici nati dalla sua matita, come Zanardi e Pentothal, simboli di una generazione inquieta e disillusa. Non manca il riferimento a Sandro Pertini, protagonista di alcune celebri e ironiche strisce, né a Pompeo, figura centrale e profondamente autobiografica, considerata il culmine espressivo dell’autore.
Tra le opere più significative in mostra spicca anche il grande murale realizzato nel 1987 durante la Fiera del Fumetto alla Mostra d’Oltremare: un lavoro monumentale che testimonia la straordinaria energia creativa di Pazienza e il suo interesse per l’immaginario classico reinterpretato in chiave contemporanea.
Oltre all’aspetto visivo, la mostra esplora il rapporto tra parola e immagine, elemento fondamentale nella poetica dell’artista. Bozzetti, appunti, poesie e lettere private dialogano con le tavole illustrate, offrendo uno sguardo intimo sul processo creativo e sul contesto culturale in cui le opere sono nate, quello della controcultura e del Movimento del ’77.
Con questo progetto, il MAXXI conferma la propria vocazione a essere non solo uno spazio espositivo, ma un centro dinamico di cultura contemporanea, capace di valorizzare linguaggi diversi. La mostra rappresenta anche un passaggio simbolico importante: il riconoscimento istituzionale del fumetto come forma d’arte, grazie proprio all’eredità di Pazienza, che più di ogni altro ha contribuito a elevarne lo status nel panorama culturale italiano.
“Non sempre si muore” non è solo una retrospettiva, ma un’immersione nell’universo di un artista che continua a parlare al presente, capace di raccontare inquietudini, sogni e contraddizioni con una forza espressiva ancora oggi sorprendente.



