È morta a 89 anni Lia Cigarini, tra le protagoniste più autorevoli del pensiero femminista in Italia e tra le fondatrici, nel 1975, della Libreria delle donne di Milano, uno dei luoghi simbolo della riflessione politica delle donne in Europa.
Avvocata e giurista, Cigarini ha attraversato oltre mezzo secolo di storia italiana contribuendo in modo decisivo alla costruzione di una pratica politica femminista fondata sulla differenza sessuale, sulla relazione tra donne e sulla trasformazione dei linguaggi del diritto e delle istituzioni. Il suo lavoro teorico e politico si è sviluppato in dialogo con figure come Luisa Muraro e altre protagoniste del femminismo della differenza, segnando profondamente il dibattito culturale a partire dagli anni Settanta.
La Libreria delle donne, nata a Milano nel clima dei movimenti femministi, non è stata solo uno spazio fisico ma un laboratorio politico e simbolico. In questo contesto Cigarini ha svolto un ruolo centrale, contribuendo a dare forma a un’esperienza che ha saputo coniugare elaborazione teorica e pratica quotidiana. Negli anni Novanta è stata tra le animatrici del Gruppo lavoro della Libreria, influenzando anche percorsi di femminismo sindacale e riflessioni sul rapporto tra donne e istituzioni.
Tra i suoi contributi più rilevanti si colloca la riflessione sul diritto come campo da trasformare a partire dall’esperienza femminile, sviluppata anche in testi come La politica del desiderio e Sottosopra, rivista storica del femminismo italiano legata alla Libreria. Il suo pensiero ha insistito sulla necessità di una pratica politica radicata nelle relazioni e capace di produrre libertà concreta, oltre le categorie tradizionali della rappresentanza.
Nel ricordo diffuso dalla Libreria delle donne emerge il profilo di una intellettuale rigorosa e al tempo stesso profondamente legata alla dimensione concreta dell’agire politico. “Una delle menti più lucide e argute del femminismo italiano”, capace di “indicare passaggi di libertà” e di cogliere con precisione il nodo politico delle situazioni.
Fino agli ultimi anni, nonostante la malattia, Cigarini ha continuato a frequentare la Libreria, mantenendo una presenza attiva e quotidiana. Un impegno che testimonia una concezione della politica come pratica incarnata, fatta di responsabilità, continuità e cura dei luoghi.
La sua scomparsa segna la perdita di una figura di riferimento per più generazioni, ma il suo lascito – fatto di pensiero, scritti e pratiche – continua a rappresentare un punto di orientamento nel panorama del femminismo contemporaneo.



